LA DECRESCITA (IN)FELICE – (NOTHING BUT) FLOWERS

Un giorno ci svegliamo e non c'è più niente: niente parcheggi, niente supermercati, niente pizzerie, niente strade, niente macchine, niente stabilimenti industriali...niente. Solo fiori, fiumi, laghi, montagne...solo "Natura"! Bello, no? No? No, forse no. Ho dovuto ascoltare questo brano alcune volte per riuscire a capirne l'ironia. L'interessante video musicale è decisamente chiarificatore! Attraverso l'evocazione di stili di vita consumistici (che negli anni '80 trovavano piena espressione) i...
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EPPURE SOFFIA

Questo è il genere di canzone ambientalista che preferisco perché racchiude in sé un messaggio di speranza insieme ad un forte richiamo alla responsabilità. La speranza risiede nell'evidenza che la Natura ce la farà nonostante noi: il vento infatti continua a soffiare, benefico e incurante dei danni provocati dall'uomo, come la ritmica e il riff di chitarra acustica che proseguono per tutto il pezzo, fregandosene delle atrocità di cui parla Bertoli. Sta a noi decidere cosa vogliamo fare: possi...
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MERCY MERCY ME (The ecology)

Da molti viene considerata la prima vera canzone dichiaratamente ambientalista. Con questo brano Marvin Gaye suggerì ai politici afro-americani che era ora di occuparsi anche della questione ambientale. Quello che stupisce di questa canzone sono tre cose: la leggerezza con cui Gaye denuncia una serie di orrori degni di un blockbuster fantascientifico catastrofista: il veleno invisibile portato dal vento, i pesci pieni di mercurio, le radiazioni in grado di uccidere tutti gli animali; la sere...
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BIG YELLOW TAXI o L’IMPORTANZA DELLA BELLEZZA

Questo brano è così immediato che è impossibile fraintenderlo. Pare che la Mitchell l'abbia scritto alle Hawaii, ispirata dalla duplice visuale proposta dalla finestra del suo hotel: la bellezza mozzafiato delle verdi montagne della costa pacifica e un grande parcheggio abbondantemente occupato dalle automobili. Il verso "Don't it always seem to go that you don't know what you got 'til it's gone?" mi ricorda le parole di Peppino Impastato sulla bellezza (di cui potete leggere un estratto propri...
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IL PIANETA TRISTE

Era il 24 dicembre 1968: gli astronauti dell'Apollo 8 scattavano le prime foto della Terra vista dallo spazio, prima in bianco e nero e poi a colori. Allora fu definitivamente chiaro che il nostro è un Pianeta blu. Nemmeno un anno dopo usciva "Space oddity". Planet Earth is blue, and there's nothing I can do, cantava David Bowie. Anche se le interpretazioni del brano sono varie e ancora un po' misteriose (alienazione, solitudine e isolamento, rassegnazione, allontanamento dal grembo materno e v...
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NOI NON CI SAREMO

Il Rapporto Brutland del 1987 definisce lo sviluppo sostenibile come uno sviluppo in grado di assicurare "il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri", con particolare riferimento allo sfruttamento delle risorse naturali e alla compromissione della qualità dell'ambiente in cui viviamo. Questa canzone sembra la traduzione poetica-apocalittica-fantascientifica del suddetto principio. A me comunica al...
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GARBAGE!

La prima volta che ho ascoltato "Garbage!" mi ha colpito il potere evocativo del ritornello, che insiste sulla parola garbage, ripetendola più volte e sovrapponendola a sé stessa. Visualizzo montagne di rifiuti che crescono e crescono e crescono... Questo pezzo in America è diventato una sorta di inno per gli ambientalisti e non solo: a quanto pare è conosciuto e cantato da tutti. Come dice l'autore, Bill Steele, nella migliore tradizione folk la canzone è stata tramandata oralmente passando at...
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PETE SEEGER E IL FIUME HUDSON

In tutte le sue biografie, Pete Seeger non manca mai di essere definito "environmentalist". Di certo è uno dei folk singer che ha fatto dell'attivismo, non solo ambientale, la principale fonte d'ispirazione della sua musica, tanto che è difficile dire se Seeger fosse attivista prima che musicista o viceversa. Ma indipentemente da questa distinzione, non necessariamente interessante, Seeger scrisse una marea di brani "ecologisti", dal testo molto diretto, praticamente infraintendibili. Newyorkes...
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“HOW MANY WORLDS DO WE HAVE?”

"How many worlds do we have?" Così Yusuf Islam ha introdotto uno dei suoi brani più belli in assoluto "Where do the children play?" al concerto che ha tenuto a Milano pochi giorni fa. Di certo una delle interpretazioni più sentite di quella bella serata. Quale modo migliore per iniziare questa piccola (ma neanche tanto!) rassegna dedicata alle tante canzoni cosiddette ambientaliste, per parlare di ambiente senza tecnicismi, attraverso la musica e le parole di tanti artisti che , forse meglio di...
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Pubblicato in News

Online gli atti dell’incontro “Sostenibilità ambientale e Certificazioni volontarie: Water Footprint, Carbon Footprint, LCA, Environmental Reporting”

L'incontro, tenuto presso la sede dell'Unione Parmense degli Industriali in data 13 novembre 2013, ha visto la partecipazione attenta di numerose aziende, a dimostrare quanto le tematiche legate alla sostenibilità e alla necessità di comunicarla siano presenti anche nella realtà parmense. Grazie agli interventi dei diversi relatori l'incontro ha fornito un quadro completo degli argomenti in programma, partendo da una panoramica sulle certificazioni volontarie, attraverso uno sguardo più appro...
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