Sapevate che quando acquistiamo un climatizzatore possiamo accedere a una serie di incentivi?

Si tratta, in realtà, degli stessi incentivi per le fonti rinnovabili termiche e le riqualificazioni energetiche. Perché, come forse molti di voi sapranno, l’utilizzo dei climatizzatori può consentire un minore utilizzo di combustibili fossili.

Esistono due tipologie di incentivi ai quali possiamo accedere:

  1. Conto Termico per i privati (imprese e cittadini);
  2. Detrazioni Fiscali.

In questo articolo proviamo a raccontarvi come funzionano nel dettaglio.

Climatizzatori e ambiente

La prima cosa da chiarire è che possiamo ridurre l’utilizzo di combustibili fossili solo con un climatizzatore “a pompa di calore”, che consente di rinfrescare durante la stagione estiva e di riscaldare durante l’inverno. Per  beneficiare degli incentivi, quindi, è necessario acquistare un climatizzatore con queste caratteristiche.

Tuttavia, non dimentichiamo che, alle nostre latitudini, questi apparecchi non consentono di eliminare completamente l’utilizzo del gas naturale, ma solo di ridurne i consumi nelle mezze stagioni.

 Come funziona la pompa di calore?

principio-funzionamentoÈ noto che il calore fluisce naturalmente da corpi caldi verso corpi meno caldi o freddi.

Una pompa di calore, invece, fa fluire il calore “controcorrente”, cioè in direzione opposta alla sua tendenza naturale. Ad esempio, in estate i climatizzatori a pompa di calore prendono il calore presente all’interno dell’ambiente da rinfrescare portandolo verso l’esterno. In inverno, viceversa, prendono il calore presente nell’aria esterna e lo trasferiscono all’interno.

Per svolgere questo lavoro la pompa di calore ha bisogno di un apporto di energia, in genere elettrica.

Quali sono i vantaggi dal punto di vista ambientale?

Il primo vantaggio è che la pompa di calore fornisce una quantità di calore molto superiore (anche 3 o 4 volte) all’energia che consuma per funzionare. Ciò significa che l’elettricità viene utilizzata dalla pompa in modo molto efficiente, senza contare che potrebbe essere prodotta con impianti fotovoltaici o altre rinnovabili.

Inoltre, la pompa non brucia combustibili di nessun tipo, quindi il suo funzionamento non emette alcun inquinante in atmosfera. Anzi, consente di evitare la combustione di gas naturale, gpl, gasolio nelle caldaie, con relative emissioni inquinanti e climalteranti.

Infine, i climatizzatori sono pompe di calore “ad aria”: significa che l’aria esterna è la fonte di energia termica (disponibile a km 0!) da cui la pompa preleva calore. E l’aria è a tutti gli effetti una fonte rinnovabile, quindi non si esaurisce con l’utilizzo!

Come possiamo capire se la pompa di calore che stiamo acquistando è ad alta efficienza?

I principali parametri sono:

  1. COP Coefficient Of Performance, relativo alle prestazioni invernali. È il rapporto tra la potenza termica fornita dalla pompa e la potenza (elettrica o sotto forma di combustibile) spesa per farla funzionare. Ad esempio, un COP pari a 3 significa che vengono prodotti 3 kW di calore consumando un 1 kW elettrico.
  2. EER Energy Efficiency Ratio, relativo alle prestazioni estive. È l’effetto refrigerante prodotto dalla pompa, diviso per l’energia (elettrica o da combustibile) in ingresso alla pompa.

All’atto pratico, però, al momento dell’acquisto ci viene in soccorso l’etichetta energetica, da cui possiamo conoscere la classe energetica della pompa di calore e i consumi annui, seppur indicativi, del nostro apparecchio.

Se volete approfondire la vostra conoscenza sulle pompe di calore vi segnaliamo l’ottimo sito internet di Assoclima.

Incentivi per climatizzatori a pompa di calore

Conto Termico

Il Conto Termico è un’opportunità valida solo se l’intervento in questione è una sostituzione.

Si può richiedere l’incentivo del Conto Termico se:

  • il climatizzatore che si acquista è “a pompa di calore”, cioè utilizzabile sia per il raffrescamento estivo sia per il riscaldamento invernale.
  • si sostituisce, totalmente o parzialmente, l’impianto di riscaldamento invernale esistente (se il generatore rimosso è un semplice condizionatore per raffrescamento questi incentivi non possono essere richiesti).
  • acquistiamo una pompa di calore con COP>3,9.

 Il Conto Termico prevede incentivi che possono valere fino al 65% della spesa sostenuta. Il valore dell’incentivo viene calcolato tramite una formula matematica, stabilita per legge, che tiene conto delle prestazioni del nuovo apparecchio. Qui potete scaricare uno strumento di calcolo predisposto da ASSOCLIMA con le  istruzioni per l’uso (file excel).

Una volta che l’intervento è concluso e pagato, l’incentivo viene versato sul conto corrente del beneficiario tramite bonifico, suddiviso in rate annuali. Le rate avranno durata di 1, 2 o 5 anni a seconda della dimensione dell’intervento. In genere, per questo tipo di interventi effettuati su singole unità immobiliari, le rate hanno durata di 1 o 2 anni.

Per usufruire dell’incentivo la pompa di calore deve avere un COP superiore ad una soglia minima, stabilita per legge. Sul sito del GSE è disponibile un Catalogo di apparecchi che consentono di ottenere l’incentivo del Conto Termico.

Detrazioni Fiscali per ristrutturazioni edilizie

L’acquisto di un climatizzatore è detraibile in quanto può essere classificato fra “gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia” (si veda la Guida dell’Agenzia delle Entrate).

Il valore complessivo dell’incentivo è pari al 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Viene erogato in 10 rate annuali di pari importo sotto forma di decurtazione dell’Irpef, a partire dall’anno stesso in cui è stata sostenuta la spesa. Non si tratta quindi di un’entrata sul conto corrente, ma di uno sconto sulle tasse.

È importante sapere che, per beneficiare di questa detrazione, è necessario pagare la fattura con “bonifico parlante”, una particolare forma di bonifico che contiene al suo interno tutte le informazioni necessarie per legge. Si effettua recandosi direttamente presso gli sportelli bancari o, in molti casi, anche tramite home banking.

Inoltre, è opportuno, anche se non obbligatorio, che sulle fatture sia specificato che i lavori effettuati godono delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, eventualmente riportando anche gli estremi normativi.

Fatture e bonifici devono poi essere consegnate al commercialista per la dichiarazione dei redditi e sarà lui a conteggiare la detrazione spettante e a decurtarla dalla somma delle tasse da versare ogni anno.

Il limite di questo tipo di incentivo è che possono usufruirne solo i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), mentre i soggetti che rientrano nella “no tax area” non possono beneficiarne.

Detrazioni Fiscali per acquisto di mobili ed elettrodomestici

Un’altra possibilità è costituita dal cosiddetto “bonus mobili ed elettrodomestici”, cioè una detrazione AGGIUNTIVA di cui possiamo beneficiare nell’ambito di una ristrutturazione edilizia. In altre parole, se acquistiamo un climatizzatore da installare in un immobile ristrutturato possiamo detrarne le spese relative all’acquisto e all’installazione. Si tratta sempre di una decurtazione dell’Irpef pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, applicata in 10 rate annuali di pari importo.

Ma cosa significa detrazione “AGGIUNTIVA”? Significa che se ristrutturiamo un immobile abbiamo a disposizione:

  • la detrazione al 50% per ristrutturazione edilizia, su un tetto massimo di SPESA di 96.000 €
  • la detrazione al 50% per acquisto di mobili ed elettrodomestici, su un tetto massimo di SPESA di 10.000 €.

ATTENZIONE: Il tetto dei 10.000 € è riferito alla ristrutturazione, non all’anno. Per cui se una ristrutturazione viene effettuata ad esempio tra novembre e 2018 e febbraio 2019, non potrò spendere 10.000 € nel 2018 a altri 10.000 € nel 2019, bensì complessivamente 10.000 € a partire dalla data di inizio lavori.

Per quanto riguarda i climatizzatori ci sono però dei requisiti da rispettare:

  • devono essere di classe energetica non inferiore alla A+
  • l’acquisto dei beni deve essere successivo alla data di inizio dei lavori di ristrutturazione
  • la ristrutturazione deve rientrare nelle tipologie specificate dall’Agenzia delle Entrate nella sua Guida.

Diversamente dagli altri incentivi, in questo caso l’incentivo viene concesso anche se la macchina è utilizzabile per il solo raffrescamento.

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Se il pagamento è disposto con bonifico, NON è necessario utilizzare quello parlante per le spese di ristrutturazione edilizia.

Detrazioni Fiscali per riqualificazioni energetiche (Scarica qui la Guida per l’Ecobonus)

L’acquisto di un climatizzatore può godere anche della detrazione fiscale del 65% a patto che:

  • il climatizzatore che si acquista sia una pompa di calore ad alta efficienza;
  • si sostituisca, totalmente o parzialmente, l’impianto di riscaldamento invernale

 Il valore complessivo dell’incentivo è pari al 65% delle spese sostenute, con un limite massimo di detrazione ammissibile di 30.000 €, corrispondente ad un limite massimo di spesa di circa 46.000 € per ciascuna unità immobiliare.

Anche in questo caso viene erogato in 10 rate annuali di pari importo sotto forma di decurtazione dell’Irpef, a partire dall’anno stesso in cui è stata sostenuta la spesa.

Anche in questo caso è necessario pagare la fattura con “bonifico parlante”, tramite gli sportelli bancari oppure homebanking, ed è consigliabile che sulle fatture sia specificato che i lavori effettuati godono delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie.

Fatture e bonifici devono poi essere consegnate al commercialista per la dichiarazione dei redditi e sarà lui a conteggiare la detrazione spettante e a decurtarla dalla somma delle tasse da versare ogni anno. È obbligatorio, inoltre, l’invio di specifica documentazione all’ENEA.

In questo caso la detrazione è fruibile indirettamente anche dagli incapienti: infatti i contribuenti che rientrano nella “no tax area” possono cedere il credito a fornitori e altri soggetti privati, compresi banche e intermediari finanziari.

Per approfondire vi segnaliamo anche:

https://www.abbassalebollette.it/impianti-di-riscaldamento/pompa-di-calore-aria-aria/

 Riferimenti:

Giuseppe Dell’Olio. 2009.  Geotermia e pompe di calore. Editoriale Delfino.